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Flutter: un'app sola per Android e iOS

Una volta un'app andava scritta due volte. Oggi no. Cosa cambia per i costi, i tempi e per chi la usa.

4 min di letturaApp

Guarda i telefoni dei tuoi clienti. Più o meno metà sono iPhone, l'altra metà Samsung, Xiaomi e compagnia. Se vuoi un'app, deve funzionare su tutti e due i mondi, iOS e Android. Altrimenti lasci fuori metà delle persone.

Fino a qualche anno fa questo voleva dire scrivere l'app due volte, con due linguaggi diversi, spesso con due sviluppatori. Doppio costo, doppi tempi, doppie occasioni di sbagliare. Poi è arrivato Flutter.

Cos'è Flutter

Flutter è uno strumento creato da Google per costruire app che girano su Android e iPhone partendo da un unico progetto. Si scrive una volta, si pubblica su entrambi gli store. L'app ha lo stesso aspetto e lo stesso comportamento sui due telefoni, ed è veloce come una scritta apposta.

Lo usano aziende grandi, per app che maneggiano milioni di persone, e lo usano piccoli sviluppatori per app che maneggiano i clienti di un centro estetico. La tecnologia è la stessa, cambia solo la scala.

Cosa cambia per te

  • Un solo preventivo. Non due app ma una. Il preventivo a voci ha una riga per ogni funzione, non due.
  • Le novità arrivano a tutti insieme. Aggiungi la prenotazione online: il giorno stesso ce l'hanno sia chi ha l'iPhone sia chi ha l'Android. Nessun cliente di serie B.
  • Meno errori. Un solo codice vuol dire che un bug corretto è corretto per tutti. Con due app separate capitava che una funzione andasse su un telefono e non sull'altro.
  • Chi viene dopo ci capisce. Flutter è diffuso e open source. Se un giorno cambi sviluppatore, ne trovi quanti ne vuoi. E se il contratto è fatto bene, il codice è tuo.

Cosa può fare un'app che un sito non fa

Prima di fare un'app, chiediti se ti serve davvero. Per molte attività basta una web app, che si apre dal browser senza installare nulla ed è più economica. Un'app vera e propria ha senso quando ti servono queste cose.

  • Notifiche. Le notifiche push arrivano sul telefono anche con l'app chiusa. Il promemoria dell'appuntamento, l'avviso che l'ordine è pronto, l'offerta della settimana.
  • Funzionare senza rete. Un tecnico in una cantina, un agente in campagna. L'app offline salva i dati sul telefono e li manda quando torna il segnale.
  • Fotocamera, GPS, lettore di codici. Fare la foto di un intervento, registrare dove si è, leggere un codice a barre in magazzino. Dal telefono, con un tocco.
  • Stare sulla schermata home. Un'icona con il tuo logo tra WhatsApp e Instagram. Non è una cosa da poco: è lì ogni volta che il cliente prende il telefono.

Come si pubblica

Pubblicare un'app non è come pubblicare un sito. Ci sono due negozi, con due regole diverse, e vanno rispettate entrambe.

  1. Si aprono gli account sviluppatore: quello Google costa una tantum, quello Apple ha un canone annuale. Entrambi intestati a te, con il tuo nome e la tua partita IVA. L'app comparirà con il tuo nome, non con quello dello sviluppatore.
  2. L'app passa il controllo degli store. Apple in particolare la prova a mano e può chiedere modifiche. Va messo in conto nei tempi: qualche giorno, a volte una settimana.
  3. Da lì in poi ogni aggiornamento segue la stessa strada: si pubblica, lo store controlla, i telefoni la scaricano da soli.

Quanto costa e quanto ci vuole

Un'app parte da qualche migliaio di euro, più dei siti e dei gestionali semplici, perché ha più parti in gioco: due store, le notifiche, spesso un server dietro che tiene i dati. I tempi vanno da uno a qualche mese, a seconda di quante funzioni ci sono. Pretendi che sia tutto scritto nel preventivo, a prezzo fisso, prima di partire.

Un'app non è un sito più bello. È un'altra cosa, con altri costi e altre possibilità. Va fatta quando serve, e fatta bene.

Quando non ti serve un'app

È l'errore più costoso, quindi vale la pena dirlo chiaro.

  • Se i tuoi clienti ti usano una volta l'anno, non installeranno un'app. Un sito con la prenotazione online funziona meglio.
  • Se vuoi solo “esserci” sugli store, senza una funzione che il cliente userà davvero, l'app resterà lì a prendere polvere.
  • Se il tuo gestionale serve solo a te e ai collaboratori, quasi sempre basta una web app: si apre da Chrome, da computer e da telefono, e costa meno.

Se invece ti servono notifiche, fotocamera o lavoro senza rete, allora sì: un'app, una sola, per tutti i telefoni.

E adesso?

Hai capito che ti serve un'app per Android e iOS? Scegli cosa deve saper fare e leggi subito quanto costerebbe.

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