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“Vorrei un'app per i miei clienti.” È la frase con cui inizia quasi ogni richiesta, e la risposta onesta è una domanda: cosa deve fare? Perché un'app che mostra gli orari e una che gestisce prenotazioni, pagamenti e promemoria hanno lo stesso nome e prezzi lontani 10 volte.
In questo articolo metto in fila le fasce di prezzo del mercato, le voci che compongono il preventivo di un'app e i costi che restano dopo, una per una. Alla fine saprai leggere qualunque preventivo e capire se l'app che hai in mente sta in una fascia o nell'altra.
Le 3 fasce di prezzo
- Fino a 5.000 euro: un'app semplice, con poche schermate e senza una parte che gira su un server: orari, listino, contatti, qualche contenuto che aggiorni tu. Spesso, a questo livello, una web app fa la stessa cosa e costa meno.
- Da 5.000 a 20.000 euro: la fascia della maggior parte delle app per clienti e collaboratori. Accessi personali, prenotazioni o ordini, notifiche, una tessera o uno storico, e un server dove stanno i dati di tutti.
- Oltre 20.000 euro: pagamenti dentro l'app, funzioni che lavorano offline, mappe e percorsi, collegamenti con un gestionale, chat tra utenti. Qui l'app è un prodotto a sé e si costruisce in più versioni.
Le fasce valgono per un'app fatta una volta sola per Android e iPhone, con uno strumento come Flutter. Se ti propongono 2 app separate, una per sistema, il prezzo quasi raddoppia e non hai niente in più.
Le voci che fanno il prezzo
- Le schermate e cosa fanno: ogni schermata va disegnata, costruita e provata su decine di telefoni diversi. Un elenco con un dettaglio costa poco; un calendario con disponibilità, lista d'attesa e annullamenti costa molto di più. È la voce più grande.
- Il server: se i dati devono essere condivisi tra più persone, serve una parte che gira su un server, con un database e le regole di chi vede cosa. Quasi tutte le app ne hanno bisogno, e spesso è metà del lavoro, anche se non si vede.
- Gli accessi: registrazione, login, recupero della password, profilo. Sembra poco, ma è una delle parti più delicate, perché un errore qui vuol dire dati di qualcuno visti da qualcun altro.
- Le notifiche: il promemoria un'ora prima, l'avviso che l'ordine è pronto. Non costano all'invio, costano a disegnarle bene: quali, quando, con quali interruttori per spegnerle.
- I pagamenti: pagare dentro l'app con carta vuol dire un gateway di pagamento, le ricevute, i rimborsi. E se vendi contenuti digitali, Apple e Google chiedono di passare dai loro sistemi e trattengono una percentuale.
- Fotocamera, posizione, lavoro senza rete: ogni pezzo del telefono che l'app usa è una voce. Funzionare senza rete, in particolare, è la più costosa: i dati vanno salvati sul telefono e riallineati quando torna il segnale.
- La pubblicazione: preparare le schede sui 2 store, gli screenshot, le descrizioni, le risposte alle verifiche di Apple e Google. Un lavoro di giorni, non di ore, e va messo nel preventivo.
Cosa dovrebbe essere sempre compreso
- Le schermate disegnate e approvate prima di scrivere codice: in un'app, più che altrove, cambiare dopo costa.
- Il collaudo su versioni di prova installate sul tuo telefono e su quelli dei collaboratori, prima del saldo.
- Gli account sviluppatore Apple e Google aperti a nome tuo, non dello sviluppatore: l'app sugli store è tua.
- Il codice consegnato su un account tuo, e qualche settimana di correzioni gratuite dopo la pubblicazione.
Cosa paghi dopo
Dopo la pubblicazione restano 3 spese fisse, da pagare direttamente ai fornitori con account a tuo nome.
- L'account sviluppatore Apple, circa 99 dollari l'anno, e quello Google, circa 25 dollari una volta sola. Senza, l'app sparisce dagli store.
- Il server e il database, da pochi euro a qualche decina di euro al mese a seconda di quanti utenti e quanti dati.
- Gli aggiornamenti che chiedono gli store: 1 o 2 volte l'anno Apple e Google cambiano le regole e l'app va ricompilata e ripubblicata. Qualche ora di lavoro, da mettere in conto.
Quando non ti serve un'app
- I tuoi clienti ti usano una volta l'anno. Nessuno scarica un'app per prenotare il controllo della caldaia: basta una pagina del sito.
- L'app serve solo a te e ai collaboratori, da scrivania. Una web app si apre dal browser, senza store e senza aggiornamenti da pubblicare.
- Non ti servono notifiche, fotocamera, posizione o lavoro senza rete. Sono le 4 cose che solo un'app fa bene: senza, stai pagando lo store e basta.
Come decidere tra le 2 strade è spiegato in un altro articolo: app o web app, la domanda da farsi prima.
Un'app costa quanto le cose che fa, non quanto le cose che potrebbe fare. La prima versione deve fare bene 3 cose: le altre arrivano con gli aggiornamenti, quando i clienti le chiedono.
Come leggere qualunque preventivo
- Cerca la parola Flutter, o un altro strumento che fa un'app sola per i 2 sistemi. Se trovi 2 preventivi, uno per Android e uno per iPhone, chiedi perché.
- Controlla che ci siano il server e gli accessi come voci: se mancano, o l'app non condivide dati o qualcuno li ha dimenticati.
- Chiedi a chi saranno intestati gli account degli store, il codice e il server. La risposta giusta è una sola: a te.
- Chiedi se il prezzo è un prezzo fisso e cosa comprende la pubblicazione. Le verifiche degli store possono chiedere modifiche: devono essere comprese.
Un'app è un prodotto che vive anni. Il prezzo giusto è quello che sai spiegare anche tra 3.
Vuoi sapere in che fascia sta la tua app? Scegli le funzioni che ti servono e leggi subito il prezzo, voce per voce, per Android e iPhone insieme.
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