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Perché uso Next.js, Supabase e Flutter

Nei preventivi trovi sempre gli stessi 3 nomi. Non è abitudine: è una scelta pensata per quello che ti resta in mano.

5 min di letturaApprofondimento

Leggi il preventivo e trovi 3 nomi che non conosci: Next.js, Supabase, Flutter. Potresti ignorarli, e andrebbe bene lo stesso. Ma sono le cose su cui il tuo sito, il tuo gestionale o la tua app poggeranno per anni, e vale la pena sapere perché ho scelto proprio quelle.

In questo articolo ti spiego il criterio con cui le ho scelte, cosa fa ognuna in parole semplici, cosa non uso e perché, e dove stanno i loro limiti. Senza gergo, con un esempio.

Il criterio: cosa ti resta in mano

Uno strumento, per me, deve superare 3 prove. Deve essere diffuso, così se un giorno cambi sviluppatore trovi chiunque in grado di metterci mano. Deve stare su un account intestato a te, così il progetto è tuo per davvero, non solo sulla carta. E deve costare poco o niente nel tempo, con prezzi pubblici che puoi leggere da solo. Tutti e 3 i nomi del preventivo passano queste prove, ed è il motivo per cui li uso.

Next.js: le pagine pronte prima che qualcuno le chieda

Next.js è lo strumento con cui costruisco i siti e le schermate dei gestionali. La sua idea è semplice: la pagina dei tuoi servizi è uguale per tutti, allora la costruisco una volta sola, quando pubblico, e la tengo pronta. Chi arriva la riceve già fatta, in una frazione di secondo, anche dal telefono in campagna. Google la legge senza fatica, perché è testo puro.

È fatto da un'azienda che si chiama Vercel ed è open source: lo usano decine di migliaia di aziende, grandi e piccole, e lo conoscono moltissimi sviluppatori. Il codice che scrivo con Next.js finisce sul tuo account GitHub e chiunque può continuarlo. Come funziona nel dettaglio è spiegato in Next.js e Vercel per un sito veloce.

Supabase: i tuoi dati, su un account tuo

Un gestionale e un'app hanno bisogno di 3 cose che non si vedono: un database dove stanno i dati, un sistema di accessi che riconosce chi entra e un posto dove mettere i file. Supabase le mette insieme in un servizio solo, su un account aperto a nome tuo, dove io entro come collaboratore finché lavoriamo insieme.

Sotto c'è PostgreSQL, il database più usato al mondo tra quelli liberi: i dati si esportano in qualunque momento e si possono portare su un altro servizio o su un server tuo, perché Supabase stesso è open source. I backup sono automatici e i dati possono stare in un centro dati in Europa. Le regole di chi vede cosa stanno dentro il database, non solo nelle schermate: anche chi provasse a entrare dalla porta sul retro troverebbe le stesse porte chiuse. Ne parlo in Supabase e i tuoi dati.

Flutter: un'app sola per Android e iPhone

Flutter è lo strumento con cui faccio le app. Si scrive un progetto solo e ne escono 2 app, una per Android e una per iPhone, con lo stesso aspetto e lo stesso comportamento. Prima si scrivevano 2 volte, con 2 linguaggi e spesso 2 sviluppatori: doppio prezzo, doppi tempi, e funzioni che su un telefono c'erano e sull'altro no.

Lo fa Google, è open source, ed è tra gli strumenti per app più usati al mondo. Le app che costruisco con Flutter finiscono sugli store con gli account intestati a te, e parlano con lo stesso Supabase del gestionale: i dati sono uno, le porte per entrarci sono 2. Il resto è in Flutter: un'app sola per Android e iOS.

Cosa non uso, e perché

  • I temi WordPress per i siti: non per snobismo. Un sito montato con tema e plugin va aggiornato ogni mese, dipende da pezzi fatti da persone diverse e tende a rallentare. Preferisco consegnarti un sito che sta fermo e veloce per anni. Il confronto onesto, con i casi in cui WordPress vince, è in WordPress o sito su misura.
  • I costruttori senza codice: partono in fretta, ma il progetto vive dentro la piattaforma e, se la lasci, resti con niente in mano. Fallisce la seconda delle mie 3 prove.
  • Strumenti nuovi di 6 mesi: ogni anno ne escono di bellissimi. Li provo, ma su un progetto tuo uso quelli che tra 5 anni avranno ancora qualcuno che li conosce.

I limiti

  • Se devi pubblicare contenuti ogni giorno, un blog o le notizie, con Next.js serve un pannello a parte, un cms, che va scelto e costa un po' di più. Per un sito che cambia 2 volte l'anno non serve.
  • Supabase è un servizio in abbonamento, con un piano gratuito e piani a pagamento di qualche decina di euro al mese. È un costo tuo, verso di loro, e sta scritto nel preventivo. Se un giorno cambiano i prezzi, i dati si spostano, perché sono tuoi e il formato è aperto.
  • Flutter copre quasi tutto, ma un'app con grafica 3D pesante o con funzioni molto particolari di un solo sistema può richiedere pezzi scritti apposta. Lo dico prima, nel preventivo, non dopo.
Non scelgo gli strumenti che mi fanno fare prima. Scelgo quelli che ti lasciano libero di fare a meno di me.

Cosa cambia per te, in 3 righe

  1. Il progetto è tuo per davvero: codice, dati, server e store su account a tuo nome fin dal primo giorno. Come funziona è in Proprietà del progetto.
  2. I costi dei fornitori sono pubblici, piccoli e pagati da te direttamente a loro: nessun canone verso di me.
  3. Chiunque può continuare il lavoro, perché le tecnologie sono quelle che si trovano in qualunque annuncio di lavoro. L'elenco completo, servizio per servizio, è in Tecnologie.

I 3 nomi nel preventivo sono una promessa, non un dettaglio tecnico.

E adesso?

Vuoi sapere quanto costerebbe il tuo progetto, con questi strumenti e con tutto intestato a te? Rispondi a poche domande e leggi subito il prezzo.

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